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INCARDONA STEFANIA

by SUCCOALOEVERA.it

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Cosa significa detossinare?

Comprendere l'importanza di una pulizia interna periodica

30/04/2018

Siamo esposti quotidianamente a tossine attraverso il cibo e l’ambiente, come pure a una produzione endogena da parte dei processi metabolici.

Oggi la nostra alimentazione è spesso sbilanciata, povera di frutta e verdura; ma ricca di cibi raffinati, precotti, industriali; inoltre le tecniche di produzione agricola oramai industrializzata ha impoverito fortemente i nostri cibi, che possiedono un quantitativo di vitamine, antiossidanti e sali minerali nettamente inferiore alla produzione degli anni precedenti.

Il tasso di inquinamento ambientale è molto elevato. Le sostanze tossiche, presenti nell’ambiente, sono introdotte nel nostro organismo attraverso la catena alimentare mediante il sistema digerente, ma anche in parte attraverso la pelle, i polmoni.

Anche il metabolismo cellulare determina la produzione endogena di sostanze di rifiuto, ossia i cataboliti.

Quando la quantità di tossine sono in esubero rispetto alla capacità che ha il nostro organismo di smaltirle grazie ai nostri organi emuntori (intestino, fegato, reni, polmoni, pelle) rimangono in circolo, depositandosi soprattutto nel tessuto adiposo (soprattutto le tossine liposolubili) ma anche in altri organi (cervello,reni ,sistema immunitario);in questo modo rallentano fortemente le funzioni del nostro organismo. Rappresentano, infatti, una della cause principali che porta al sovrappeso,ma anche della comparsa di patologie cardiovascolari come il diabete tipo II, la sindrome metabolica,patologie autoimmuni, varie forme di artriti e artrosi, malattie neurodegenerative, tumori.

 

Cosa è la tossicità?

Una sostanza si definisce tossica nel momento in cui essa supera determinati parametri di riferimento. Oltre questi livelli esercita una azione dannosa per la salute, in quanto è in grado di interferire con i normali processi dell’organismo.

 

Cosa sono le tossine?

Si tratta di sostanze di rifiuto (metaboliti)che tendono ad accumularsi lentamente nel nostro organismo predisponendolo agli attacchi esterni, ad infiammazioni e a condizioni patologiche croniche.

Possono essere esogene o endogene. Tra le tossine esogene ricordiamo i metalli pesati(il nickel, il cadmio, il piombo, l’alluminio, l’arsenico) ma rientrano in questa categoria anche sostanze come l’alcol, la nicotina, i gas di scarico, i rifiuti industriali, i pesticidi, gli erbicidi, gli additivi alimentari (coloranti, aromi artificiali ecc.), i farmaci e le sostanze voluttuarie, i solventi.

Le tossine endogene sono, invece, i prodotti di rifiuto ( cataboliti)del metabolismo cellulare e quelli originati da un cattivo funzionamento dell’apparato digerente. I metaboliti tossici e i sottoprodotti di organismi disbiotici (vale a dire nocivi e patogeni) assorbiti a livello intestinale sono i principali responsabili della tossicità endogena. Se mal digeriti, gli alimenti possono rappresentare il carburante per la crescita di organismi disbiotici. Tali organismi comprendono lieviti, batteri ostili e altri organismi che proliferano nell’apparato digerente.Sono classificati come tossine endogene anche i cristalli o le colle ( o sostanze colloidali) che derivano rispettivamente da fenomeni di acidosi e mucosi nell’ambito dei processi digestivi.

 Cosa significa detossinare?

La detossinazione consiste nello stimolare un processo di filtrazione dei liquidi “umorali” con conseguente eliminazione delle tossine attraverso i diversi organi emuntori. Cosa sono gli organi emuntori? Sono tutti quegli organi implicati nei processi di disintossicazione dell’organismo, cioè il fegato, l’intestino, i reni, i polmoni e la pelle.

Il fondamentale organo emuntorio è il nostro intestino, non solo per l’elevata estensione dell’intero tratto digerente che lo mette a contatto con i cibi ingeriti ma anche per l’elevata capacità assorbente. Un intestino sano con una flora batterica in perfetto equilibrio è il principale presupposto per garantire la salute dell’intero organismo. La mucosa intestinale funziona anch’essa da filtro, cioè rappresenta una vera barriera protettiva per le sostanze esogene, lasciando passare le sostanze utili all’organismo mentre le grosse molecole mal decomposte e i residui tossici sono costretti a restare nell’intestino e ad essere convogliate nell’ultimotratto dello stesso e cioè nel colon e quindi nel retto.

 

E’ l’intestino la fonte principale di esposizione alle tossine, e la buona integrità intestinale, come pure la corretta funzione di secrezione attraverso la bile e l’urina (funzione renale adeguata e pH equilibrato) sono le chiavi perché la detossinazione abbia successo.

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Le cattive abitudini alimentari, lo stress, l’uso prolungato di farmaci (antibiotici e pillola contraccettiva) sono le cause principali che determinano un impoverimento della flora batterica intestinale che determina una condizione chiamata disbiosi intestinale, che altera il normale assorbimento dei nutrienti a livello dell’intestino. I microrganismi disbiotici producono tossine, metaboliti prointossicanti che possono modificare il processo di detossicante che si verifica a livello intestinale, inibendo l’espressione genica degli enzimi citocromi responsabili di tale processo. Inoltre, al momento della loro morte, tali microrganismi lasciano come residui frammenti cellulari come i lipopolisaccaridi (LPS) che possono passare nel sangue scatenando una reazione infiammatoria da parte del sistema immunitario.

Vengono individuati dalle cellule di Kupffer (i macrofagi del fegato) e provocano l’aumento della produzione di mediatori infiammatori come il fattore di necrosi tumorale (TNFa). Questo può aggravare le infiammazioni esistenti o provocare una risposta immunitaria eccessiva.

Si verifica, a livello intestinale, quello che è definito “sindrome da sgocciolamento intestinale”: si tratta di un disordine in cui la lesione organica risiede nella mucosa intestinale che risulta più porosa del normale. Gli spazi tra le cellule sono diventati talmente ampi da permettere l’entrata di materiale tossico: grasso, sostanze di scarto, patogeni (parassiti e le loro tossine, funghi, batteri) nella circolazione sanguigna. A lungo andare i materiali di scarto in esubero si accumulano nel tratto intestinale (nel colon) formando delle vere e proprie incrostazioni.

 

 Le tossine possono aggravare il decorso delle malattie.

 Principale conseguenza di questa sindrome è la TOSSEMIA INTESTINALE, una forma di avvelenamento del sangue e della linfa dovuto all’alterazione della permeabilità della mucosa intestinale che permette , appunto, il passaggio di tossine e di microrganismi patogeni. Tale assorbimento può essere anche causato da proteine, idrati di carbonio, sali minerali facilmente assorbiti dal colon. Un intestino atono, intossicato può essere responsabile di patologie che in apparenza non hanno diretta relazione con esso.

Numerosi fattori determinano una alterazione della barriera intestinale:

  • Transito intestinale lento (per esempio carenza di fibre nella dieta, o troppi alimenti elaborati)
  • Motilità intestinale e funzione peristaltica scarse
  • Irritazioni e danni a carico delle cellule intestinali causati dai microrganismi patogeni
  • Irritazioni e danni a carico delle cellule causati dalle lectine e da altre sostanze di origine alimentare
  • Abuso di farmaci (antibiotici e/o contraccettivi orali) che alterano l’equilibrio della flora batterica intestinale a favore degli organismi disbiotici patogeni( funghi, lieviti, batteri, che a loro volta sono produttori di tossine).

 

Il fegato altro importante organo della detossicazione fisiologica

Il fegato è il “grande filtro” che il sangue deve superare prima di arrivare al cuore e distribuirsi a tutti gli organi. Svolge un importante ruolo di depurazione dalle sostanze potenzialmente tossiche (exnobiotici) attraverso la sintesi e dalla secrezione della bile che funziona da vettore per tali sostanze nocive che vengono riversate nell’intestino, dove la bile ed il relativo carico tossinico saranno assorbiti dalle fibre ed escrete. Ecco perchè una dieta povera di fibre da luogo ad uno scarso legame di tossine ed al loro fatale riassorbimento.

Esistono tre fasi di detossicazione epatica, che devono essere tutte in equilibrio perché l’eliminazione delle tossine abbia buon fine.

Lo squilibrio della flora intestinale è fonte privilegiata di agenti tossici endogeni responsabili dell’infiammazione che colpisce il fegato. Attraverso la circolazione enteroepatica raggiungono,infatti,il fegato e i macrofagi del fegato (cellule di Kupffer) sono i primi ad allertarsi alla presenza di LPS nel sangue.

Se le cellule di Kupffer sono eccessivamente esposte a LPS, può derivarne una produzione di mediatori dell’infiammazione tale da danneggiare il fegato. Buona parte dei problemi associati alle endotossine è conseguenza di una produzione troppo elevata di mediatori come il TNF-a e l’ interleukina-1 (IL-1), di macrofagi e monociti attivati dal LPS. Questo pregiudica la capacità da parte del fegato di eliminare le tossine. E’ per tale ragione che esso rientra in un programma di disintossicazione.

 

In che modo l’organismo si difende dalle tossine?

Il nostro organismo possiede diversi meccanismi di protezione dalle tossine. Ricordiamo l’integrità degli epiteli, le secrezioni digestive, il sistema immunitario che sorveglia la presenza di sostanze estranee all’organismo e i vari sistemi enzimatici che consentono l’eliminazione delle tossine attraverso il sudore, la respirazione, la bile, l’urina e le feci.

Spesso la capacità difensiva di questi meccanismi protettivi è compromessa dall’eccessivo carico tossico.

Assistiamo, quindi, ad un aumento drammatico delle sostanze tossiche circolanti con conseguente alterazione dei meccanismi fisiologici di detossicazione, arrecando danni ai tessuti e al Dna.

Qualora il nostro corpo si trova nell’impossibilità di eliminare immediatamente le tossine liposolubili, perché sono in esubero,queste verranno stoccate nel tessuto adiposo. Ecco perché una rapida perdita di peso può comportare problemi connessi alla rimessa in circolo delle scorie.

 

Le tossine hanno effetti sinergici. Anche se i livelli singoli di tossine risultano minimi, il carico complessivo può risultare molto tossico.

 Cosa significa? Essendo le sostanze chimiche tossiche onnipresenti, è probabile che la maggior parte dei problemi di salute legati alle tossine arrivi da un’ esposizione multipla (a piccole dosi) piuttosto che da un’unica esposizione a dosi molto elevate.

I fattori di tossicità che influiscono sulla fisiologia del nostro corpo;ossia quelli che più frequentemente partecipano al carico tossico totale sono:

• Gli xenobiotici (come insetticidi, erbicidi, farmaci, solventi e metalli)

• Le tossine biologiche (come le aflatossine e le lectine)

• Gli inalanti biologici (funghi, pollini, alghe ecc.)

• I fenomeni fisici (ionizzazione, campi elettromagnetici)

• Le scelte di vita (come l’uso di alcolici, fast food, sigarette, droghe)

• Squilibri ormonali (come un eccesso di estrogeni spesso dovuto ad un rallentato catabolismo epatico)

• Fattori psicosociali (stress, meccanismi di adattamento, crescita e traumi)

 

 Come intervengono i sistemi enzimatici?

La detossicazione fisiologica del nostro organismo è un processo complesso. Avviene in tappe sequenziali ad opera di sistemi enzimatici che determinano, mediante reazioni biochimiche, la “bio-trasformazione” di un composto tossico-liposolubile in un composto idrosolubile- non tossico che possa essere eliminato attraverso l’urina,il sudore, la bile e le feci.

L’organo principale predisposto a tale funzione è il fegato dove i sistemi enzimatici realizzano reazioni biochimiche divise in tre fasi FASE I, FASE II ,FASE III.

In realtà l’attività enzimatica non è solo epatica, ma è stata riscontrata anche a livello intestinale, renale, polmonare e del cervello.

Le 3 fasi della detossicazione dovrebbero avvenire in maniera sequenziale ed equilibrata, in modo tale che le tossine grezze possano essere elaborate velocemente e in tutta sicurezza.

FASE I

Le reazioni della FASE I sono catalizzate da due enzimi citocromo P450 e da una ossidasi a funzione mista CYP450. Questi enzimi si trovano all’interno dei mitocondri o del reticolo endoplasmico delle cellule, la loro funzione è trasferire un gruppo –OH ossidrilico alla tossina che rappresenta il substrato ottenendo dei composti intermedi –idrofili- ma altamente instabili pro-ossidanti che possono provocare un danno cellulare, in genere a carico delle membrane o al DNA con aumento dell’infiammazione ( elevato numero dei mediatori dell’infiammazione)

Affinchè il processo fisiologico di detossicazione sia efficace e non si verifichi accumulo di reattivi intermedi radicalichi è necessario che a questa fase segua la FASE II che ha il compito di neutralizzarli.

Nel caso dell’intestino , nelle microvillossità che lo caratterizzano, si realizza una massiccia detossicazione fisiologica grazie alla produzione degli enzimi appartenenti alla famiglia dei citocromi P450 /CYP 450. Tuttavia una perdita della funzione dell’intestino come barriera fisica di protezione e/o una compromessa produzione di questi enzimi determina un aumento del carico tossico che passa nel sangue; il fegato e il sistema immunitario sono esposti ad una maggiore sollecitazione per provvedere alla eliminazione delle tossine provenienti dall’intestino; questo nel tempo pregiudica la capacità del fegato e del sistema immunitario, sottoposti ad un enorme carico tossico, di far fronte alle malattie. Come abbiamo visto, la causa principale è la disbiosi intestinale che altera completamente le funzioni digestive, immunitarie, di barriera prottettiva e detossicanti proprie dell’intestino.

 

FASE II

La massiccia produzione di radicali liberi della FASE I , viene neutralizzata dalle vie metaboliche di detossicazione della FASE II attraverso   reazioni dette di coniugazione. Tali reazioni richiedono una sostanza coniugata e di un enzima che catalizza tale reazione: in questo caso i reattivi intermedi pro-ossidanti sono coniugati ad una sostanza coniugante che ne neutralizza la loro azione lesiva. Si ottengono metaboliti più idrofili che possono essere escreti con la bile, con l’urina e con il sudore.

Una delle principali vie metaboliche è la coniugazione con glutatione mediata dalla glutatione –trasferasi che appunto coniuga la tossina al glutatione.

Altre vie sono: la metilazione, la glicinazione, la glucorazione, solfatazione.

Il glutatione è un potente antiossidante e coniugante della fase II. Necessita, infatti, di 3 amminoacidi (glicina, cisteina, acido glutammico) per essere sintetizzato dal nostro organismo.

Questa è una delle vie principali attraverso cui numerosi farmaci comuni, tra cui gli antibiotici, i metalli pesanti e le tossine di origine industriale, gli agenti pro-infiammatori e le tossine batteriche vengono metabolizzati. Qualora l’organismo è esposto a quantità elevate di queste sostanze o in maniera prolungata nel tempo, si ha un maggiore stress ossidativo, le riserve tissutali di glutatione si esauriscono rendendo inefficaci queste vie di detossicazione.

Questa fase è considerata il meccanismo di protezione più importante contro lo stress ossidativo e la carcinogenesi.

La sostanza coniugata è rappresentata in genere da amminoacidi e altri nutrienti. Infatti una dieta carente di proteine blocca questa fase,con conseguente accumulo di reattivi intermedi. Durante il digiuno, per esempio, la diminuita disponibilità di proteine dà luogo ad una insufficiente presenza di aminoacidi nel ruolo di substrati. E’ uno dei motivi per cui nei primi giorni di dieta molto ristretta , per la riduzione del peso corporeo, i pazienti hanno malesseri: le vie della Fase II non sono in grado di seguire la Fase I, il che provoca l’accumulo di sostanze reattive intermedie.

Inoltre necessita di cofattori perché le reazioni possano avvenire in maniera efficace.

 

FASE III (o di eliminazione)

La FASE III del processo fisiologico di detossicazione è caratterizzata dall’azione di pompe proteiche -antiportatori -associate ad anioni o cationi che permettono il passaggio delle tossine coniugate, molto idrofile ,verso il sangue per essere poi escrete dai reni con le urine o in parte con il sudore attraverso la pelle. Nel caso del fegato passano ,invece,dagli epatociti verso la bile attraverso i cananicoli biliari per poi essere escrete con le feci.

Il passaggio, quindi, non è passivo ma richiede dispendio energetico (ATP) e come la Fase II di amminoacidi e glutatione. Se gli antiportatori non funzionano in modo ottimale le tossine metabolizzate non possono essere escrete al di fuori degli epatociti e diventano la causa di danni ai mitocontri e al DNA delle cellule.

A livello intestinale

Gli antiportatori di FASE III li troviamo anche nell’intestino. La loro funzione è quella di pompare le sostanze tossiche verso il lume intestinale in modo tale da impedire l’assorbimento e ridurre il carico tossico dell’organismo. Una compromissione delle vie enzimatiche di detossicazione a livello intestinale compromette anche gli antiportatori, con passaggio delle tossine nel sangue.

A livello renale

Anche nei reni si verifica la FASE III di detossicazione. In questo caso si tratta di un processo ph dipendente. Le tossine aumentano il tasso di acidità metabolica, influenzato moltissimo anche dall’alimentazione: una alimentazione sbilanciata povera di frutta e verdura , semi oleosi e frutta in guscio ma ricca di farine raffinate e cibi processati aumenta l’acidità dei tessuti e quindi del sangue. I reni, grazie alla loro funzione emuntoria di escrezione delle tossine mediante la produzione dell’urina nella quale sono veicolati all’esterno tutti gli scarti del nostro organismo, interviene anche per mantenere costante il ph del sangue entro il valore 7,3-7,4 e dell’urina entro il valore 4,5 -8 attraverso la sua funzione tampone di equilibrio acido-base. Essi intervengono nell’equilibrio acido- base favorendo l’escrezione urinaria degli acidi deboli, un processo noto con il nome “trappola degli ioni.” Per massimizzare l’escrezione urinaria delle tossine bisogna alcalinizzare l’urina e quindi il sangue; massimizzando quindi l’efficacia della capacità tampone del rene stesso. Questo si ottiene limitando il consumo di cibi che acidificanti come latte e latticini, carni, insaccati, uova e aumentando invece il consumo della soia, delle proteine vegetali, frutta, verdura, semi oleosi, frutta con guscio. Ogni alterazione dell’equilibrio acido-base ha per conseguenza il malfunzionamento cellulare e l’indebolimento dell’ attività di detossicazione di FaseIII. Ripristinare un livello di pH adeguato è dunque parte essenziale di un programma di detossicazione completo. Alcuni test hanno dimostrato la correlazione fra il tasso di pH nelle urine e quello del sangue; urine più acide si rispecchiano in una più elevata acidità del sangue, il che avvalora l’uso del test del pH delle urine.

Dato che molti soggettipresentano spesso un’attività aumentata della Fase I e un’attività normale o inibita della Fase II e/o Fase III il modo migliore per realizzare una detossicazione ottimale è migliorare l’attività delle Fasi II e III, riducendo l’eccessiva attività della Fase I. Il che minimizza la quantità di reattivi intermedi prodotti e di conseguenza l’infiammazione e la malattia.

Il fegato ha bisogno di proteine, di vitamine, di sostanze metilanti, di minerali e antiossidanti per realizzare efficacemente la detossicazione, e in particolare la Fase II di detossicazione. In assenza di tali sostanze (come avviene durante le diete molto strette o in una disintossicazione con sole piante medicinali), la Fase I è sovraccarica, il che aumenta gli xenobiotici liberati in circolazione e il carico tossico. In realtà, si tratta soprattutto di una crisi, in cui c’è poco spazio per la “guarigione”. I sintomi lamentati dai pazienti sono in effetti segni indicatori del fatto che il loro corpo fatica a sopportare il processo e che ne soffre.

 

Fattori che influiscono sulle Fasi I e II di detossicazione

Le attività delle Fasi I e II possono essere indotte o frenate. Vi sono fattori che influiscono sull’attività di tali processi. Fra questi troviamo:

  • La dieta e lo stile di vita – quantità e tipo di nutrienti e fitochimici consumati (o non consumati), presenza o meno di attività fisica, consumo di alcolici e fumo, stress
  • L’ambiente – il grado di esposizione alle tossine ambientali
  • Polimorfismi genetici: sono molto frequenti. La maggior parte dei geni responsabili dell’espressione degli enzimi citocromi P450/ CYP450 è soggetta a polimorfismi genetici, esattamente come accade per i geni degli enzimi di Fase III. Esiste,infatti, una forte correlazione tra geni ed aumento della vulnerabilità dell’organismo alla tossine ambientali, di conseguenza questo comporta una maggiore suscettibilità a diversi tipi di tumori o una minore efficacia di certi farmaci. Le variazioni genetiche a carico dell’espressione di questi geni dipendono sia dal patrimonio genetico ereditato ma anche dai fattori esterni come alimentazione: la somministrazione di determinati nutrienti modula l’impatto dovuto a tali polimorfismi.
  • Età e sesso – con l’invecchiamento le vie di detossicazione diventano meno efficaci ed efficienti, inoltre gli squilibri ormonali rappresentati da un maggior tasso di progesterone rispetto agli estrogeni aumenta l’attività del CYP450
  • Malattie – Le patologie epatiche in modo particolare e la scarsa integrità delle cellule delle membrane dovuta a cattiva qualità e quantità dei grassi alimentari influiscono negativamente sull’equilibrio Fase I/Fase II
  • Farmaci – Questi possono agire sia come induttori sia come inibitori. Interazioni tra farmaci e tra farmaci e citocromi sono la base che porta allo sviluppo degli effetti collaterali indotti dall’assunzione contemporanea di molti medicinali. Sono infatti notevoli i casi di soggetti che sottoposti a trattamento farmacologico, in grado di inibirei citocromi CYP450/P450, vanno incontro a reazioni inattese esposti a piccoli dosi di pesticidi o diserbanti.

 

Effetti della tossicità sullo stato di salute

Qualunque processo patologico può venire aggravato dall’esposizione a tossine. Per questa ragione alcuni sintomi e disturbi rendono necessario l’uso di un valido supplemento per la detossicazione:

  • Cefalee croniche
  • Mialgie e debolezza muscolare
  • Parestesie
  • Alito cattivo e feci fortemente maleodoranti
  • Stitichezza cronica
  • Frequenti raffreddori
  • Parassiti nelle feci
  • Infezioni e infiammazioni croniche
  • Infertilità
  • Disturbi mestruali come dismenorrea, PMS, sensibilità mammaria, menorragie, ciclo mestruale irregolare
  • Effetti indesiderati o ipersensibilità alle sostanze chimiche ambientali, agli odori e agli integratori alimentari.
  • Allergie e intolleranze alimentari
  • Disturbi digestivi
  • Stanchezza cronica e letargia
  • Depressione, ansia e/o sbalzi d’umore
  • Aumento di peso e difficoltà a dimagrire
  • Dermatiti (acne, eczema, psoriasi)
  • Problemi di memoria a breve termine e di concentrazione
  • Anemia

Spesso la detossicazione ha effetti positivi sui pazienti affetti dalle seguenti patologie:

  • Malattie autoimmuni
  • Allergia e asma
  • Fibromialgia
  • Malattie infiammatorie intestinali
  • Patologie endocrine
  • Alterazioni della fertilità
  • Malattie neurodegenerative
  • Tumori di diverso tipo
  • Sindrome della stanchezza cronica
  • Polisensibilità chimica
  • Aterosclerosi
  • Diabete di tipo II
  • Sindrome metabolica

 

 E la linfa che ruolo ha?

Il sistema linfatico , come il sistema cardio-vascolare, è formato da un sistema di vasi chiuso(capillari, vasi, gangli) che nasce a fondo cieco. Il suo compito principale è quello di raccogliere attraverso la linfa tutti i materiali di scarto del metabolismo cellulare provenienti dai vari tessuti e successivamente, tramite i tronchi linfatici, di riversali nel sangue venoso per poi essere trasportati agli organi emuntori, soprattutto i reni.

La linfa, al contrario del sangue ,non ha una pompa che le garantisce il movimento, ma questo viene favorito dalla pressione capillare esercitata attraverso l’attività motoria. Facendo attività fisica aerobica di basso impatto, come la camminata, l’attività muscolare funziona da pompa per il sangue venoso e la linfa. Contraendosi i muscoli esercitano una pressione sui capillari e sui vasi linfatici e venosi , una vera compressione che favorisce lo spostamento della linfa e la risalita del sangue venoso verso il cuore evitando,quindi, il ristagno e l’ accumulo di tossine e metaboliti negli spazi extracellulari.

Capito perchè è fondamentale l’attività fisica per eliminare le tossine?

 

Stefania Incardona

 

 


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